Pudenda #5 – Vip Edition

  1. Gian Carlo Abelli
  2. Margherita Boniver
  3. Raffaele Calabrò
  4. Gabriella Carlucci
  5. Giuseppe Ciarrapico
  6. Ombretta Colli
  7. Marcello Dell’Utri
  8. Manuela Di Centa
  9. Lamberto Dini
  10. Marcello Pera

Per celebrare la ricorrenza odierna, questa volta non pubblichiamo la solita lista di parlamentari sconosciuti o semisconosciuti. Oggi è la volta dei Vip. Anche se i loro nomi vi sono già noti può essere utile ripercorrere le loro gesta, che in alcuni casi risalgono addirittura alla Prima Repubblica (per iniziare potete cliccare sui cognomi in rosso. Avvertenza: la lettura può causare bruciori di stomaco, sbalzi d’umore, scatti d’ira). Se poi dovesse capitarvi di partecipare a qualche evento o manifestazione pubblica in cui fossero invitati questi illustri concittadini, non dimenticate di portare gli ortaggi.

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Pudenda #4

  1. Battista Caligiuri
  2. Giuseppe Esposito
  3. Renato Farina
  4. Antonino Foti
  5. Giuseppe Leoni
  6. Eugenio Minasso
  7. Settimo  Nizzi
  8. Lorenzo Piccioni
  9. Mariarosaria Rossi
  10. Roberto Speciale

Che cosa ce ne facciamo di questa lista? vi chiederete. Be’, in primo luogo dovreste leggerla. In secondo luogo, rileggerla con più attenzione per fissare i nomi nella memoria. Terzo, provare vergogna. Quarto, contribuire a diffonderla assieme alle istruzioni qui fornite.

Nient’altro? Se volete, potete aggiungere altre iniziative di vostra invenzione. Come ho spiegato in precedenti occasioni, queste Pudenda hanno come scopo essenziale quello di far conoscere al maggior numero possibile di persone i nomi ivi contenuti, che ai più risultano, in base ai rigorosi test effettuati, del tutto ignoti. Ciascuno potrà poi farne l’uso che vuole, rispondendone esclusivamente alla propria coscienza. Ad esempio potreste invitarli a cena, specie se siete pessimi cuochi, reperendo i necessari contatti in questo sito istituzionale.

Per saperne di più, leggi gli articoli correlati.

Abbiate fiducia (Pudenda #3)

  1. Lucio Barani
  2. Sandro Biasotti
  3. Sabrina De Camillis
  4. Antonio Distaso
  5. Eraldo Isidori
  6. Antonio Milo
  7. Nicola Molteni
  8. Carmelo Porcu
  9. Americo Porfidia
  10. Erica Rivolta

A loro la fiducia non manca, anzi ne hanno da vendere.

Abbiate fiducia anche voi, e soprattutto sostenete l’iniziativa di Bue punto zero.

Pudenda #2

  1. Giorgio Bornacin
  2. Maurizio Del Tenno
  3. Agostino Ghiglia
  4. Paola Goisis
  5. Ugo Lisi
  6. Salvatore Mazzaracchio
  7. Guglielmo Picchi
  8. Oreste Tofani
  9. Piergiorgio Stiffoni
  10. Valentino Valentini

Se li conoscete, sapete già che sarebbe bene, per quanto possibile, evitare la loro compagnia. Altrimenti potrete appagare la vostra curiosità leggendo la prima di queste deplorevoli liste.

Iniziativa “liste della vergogna”, altrimenti dette “pudenda”

(NB: è disponibile una nuova pagina che presenta l’iniziativa in modo più articolato)

Il termine latino “pudenda”, gerundivo di pudeo (“ho vergogna”), è usato per indicare le cose di cui ci si deve vergognare. In epoche passate era costume tenere ben nascosto tal genere di cose, ma dai tempi dei latini molte abitudini sono cambiate, e oggi è al contrario assai comune che le pudenda vengano esposte in pubblico. Questa scelta può avere un effetto catartico, ed auspicabilmente potrebbe aiutare a far cadere il Governo [NB: questa proposizione era riferita al precedente governo Berlusconi: la caduta dell’attuale governo Monti resta comunque auspicabile come corollario allo scioglimento delle Camere]. Tutti possono utilmente partecipare a questa lubrica iniziativa.

I seguenti articoli includono alcune delle massime vergogne d’Italia assieme a spiegazioni dettagliate sugli obiettivi e sui metodi dell’iniziativa. Se gestisci un blog o qualunque altro tipo di sito Web, sei invitato a partecipare: non solo non costa nulla, ma in prigione troverai vitto e alloggio gratis (forse).

–> Pudenda #1 <– (la prima lista con annessa illustrazione dell’iniziativa)

–> Le liste della vergogna <– (approfondimento sugli obiettivi dell’iniziativa)

–> Pudenda #2 <–

–> Pudenda #3 <–

–> Pudenda #4 <–

–> Pudenda #5  <– (Vip Edition)

–> Topi all’arrembaggio <– (il primo successo di Bue punto zero)

–> Pudenda #6 <–

–> Pudenda #7 <–

–> Pudenda #8 <–

Le liste della vergogna

I segnali sono incoraggianti. Il malumore dopo tanto serpeggiare sta iniziando a camminare a quattro zampe. Soprattutto, il Premier ha giocato la carta che molti aspettavano con trepidazione, convinti che rappresentasse la sua ultima spiaggia e che la serbasse per utilizzarla solo quando si fosse trovato con le spalle al muro. Siamo ad un bivio: se “Forza Gnocca” vincerà alle prossime elezioni, le speranza che l’orgoglio bovino possa risollevarsi verrà definitivamente spazzata via.

Questa malaugurata ipotesi non è, purtroppo, così inverosimile. Berlusconi ha più vite di un Terminator, e quando sembra spacciato è capace di ricominciare a strisciare aggrappandosi con i denti alle gambe delle sedie. Ma, evitando per ora le suggestioni apocalittiche, cerchiamo di concentrarci sul qui e ora, e di essere per quanto possibile ottimisti: tra gli scenari che si prospettano, quali sono quelli che includono soluzioni pacifiche ai problemi più impellenti?

Una risposta si trova nell’articolo 88 della Costituzione: “Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere”. È molto semplice. Napolitano chiama Fini e gli dice: “Buongiorno, onorevole, come va? Volevo sentirla”. Dopo un po’ di convenevoli lo saluta e riattacca. Poi chiama Schifani  (lavoro sporco, quello del Presidente della Repubblica, ma qualcuno deve pur farlo) e ripete lo stesso copione. “Lieto di averla sentita”, conclude. Poi chiede ai suoi collaboratori di smazzarsi tutta la parte burocratica, mette qualche firma vicino alle crocette, e via: le vergogne sono sciolte come neve al sole.

Purtroppo il Capo dello Stato ha già lasciato intendere di non essere propenso a percorrere questa strada. La speranza è l’ultima a morire, e quindi ci seppellirà tutti.

L’altra soluzione non proprio pacifica ma quasi è l’implosione del Governo e della maggioranza che lo sostiene. Su questo aspetto, dicevo, si notano segnali incoraggianti. Ci sono senza dubbio molti motivi per cui gli onorevoli che sostengono il governo dovrebbero sentirsi sotto pressione. Ciascuno sta cercando capire quale sia il momento giusto per saltare giù dalla nave che affonda, e non è facile: il rischio di prendere l’iniziativa troppo presto o troppo tardi, con conseguenze disastrose per il suo futuro, è notevole. Uno stress del genere può portare a sbalzi d’umore, risposte sgarbate, litigi per motivi futili e altre cose minime che possono però ingigantirsi e auto-alimentarsi fino ad incendiare il clima. A questo punto chiediamoci: che cosa possiamo fare per accrescere questa pressione, per aumentare lo stress e facilitare il collasso della maggioranza?

L’iniziativa che dà il titolo a questo articolo nasce da qui, ed è l’ambiziosa ma naturale estensione di quella che ho proposto precedentemente. Alle intenzioni già espresse, si aggiunge quella di far sentire sul collo di ciascuno di loro singolarmente e personalmente il fiato del maggior numero possibile di cittadini. Ci sono ovviamente già tantissime lodevoli iniziative, gran parte delle quali pacifiche, che mirano a contrastare l’azione di questa maggioranza. Sistematicamente essa se ne fa crasse risate, perché si sente al sicuro e ritiene, sotto sotto, che la cosa non la riguardi. Ma se si consolidasse l’abitudine di additarli all’opinione pubblica uno per uno, forse la convinzione che il Parlamento sia il posto ideale dove un poco di buono o aspirante tale può trovare tranquillità nascondendosi e mimetizzandosi in mezzo a tanti altri consimili potrebbe giungere rapidamente al tramonto.

Siamo ad un bivio. Da una parte c’è Forza Gnocca. Dall’altra l’ignoto. Se preferite la seconda opzione, e se gli obiettivi che ho esposto vi sembrano condivisibili (non importa se vi sembrano anche realizzabili), vi invito ad unirvi a questa iniziativa. Non dovete fare altro che pubblicare dove vi è possibile (blog, forum, social network, eccetera) una breve lista simile a questa, possibilmente scegliendo nomi diversi e aggiungendo eventualmente un link a Bue punto zero per le spiegazioni; potete anche segnalare la vostra adesione con un pingback o un commento manuale a questo articolo. Se non avete modo di partecipare attivamente, potete sempre far girare la voce sollecitando altri a farlo per voi.

Grazie per la collaborazione!

Pudenda #1

Come preannunciato in un precedente intervento, pubblico oggi la mia prima lista. Concentratevi e procedete con calma.

  1. Carla Castellani
  2. Carlo Ciccioli
  3. Giovanni Fava
  4. Isidoro Gottardo
  5. Simonetta Licastro Scardino
  6. Marco Martinelli
  7. Piergiorgio Massidda
  8. Giovanna Negro
  9. Fabio Rizzi
  10. Paolo Tancredi

Se non avete riconosciuto questi nomi, vuol dire che ho già segnato un punto; altrimenti potete saltare direttamente al prossimo paragrafo. Nel primo caso sarete forse curiosi di sapere chi sono questi Carneade e perché li ho esposti qui. Ebbene, anche se mi disgusta comporre una tale sequenza di lettere sulla tastiera, risponderò: la lista include dieci deputati e senatori della sedicesima Legislatura della Repubblica italiana. E non deputati e senatori qualunque, ma iscritti ai gruppi parlamentari del Popolo della Libertà e della Lega Nord Padania.

Perché, nonostante la ripugnanza che ispira, ho pubblicato questa lista? Ci sono alcuni parlamentari, tra quelli che sostengono il Governo [Berlusconi IV, NdR], i cui nomi tutti conoscono, che operano in prima linea e la cui reputazione è ormai definitivamente compromessa. Ma ce ne sono molti altri che possono sperare, una volta finita la legislatura, di godersi la pensione in un tranquillo anonimato o, peggio ancora, essere rieletti. Che accadrebbe però se, uscendo per l’ultima volta dalla Camera o dal Senato, trovassero le strade tappezzate con manifesti recanti il loro nome stampato a caratteri cubitali e, collocato sotto la minacciosa scritta “Noi non dimentichiamo”, l’elenco delle porcate che hanno votato? Purtroppo quel momento è ancora lontano, ma per muovere un primo passo nella direzione giusta la mia proposta è di diffondere nel Web una serie di liste come quella qui sopra. È importante che ogni lista sia abbastanza breve da permettere a chi la legge di soffermarsi su ciascun nome e memorizzarlo. Naturalmente l’elenco completo si trova sul sito del Parlamento, che è la fonte ufficiale da cui ho tratto, rimestando e pescando a caso con un lungo bastone, la presente lista.

Anche se ammetto che sia molto improbabile che accada, nutro poi la tenue speranza che qualcuna delle persone che ho nominato venga a sapere della mia iniziativa, e che ne sia infastidita. Potrebbe ad esempio domandarmi: “Perché proprio il mio nome, in mezzo a centinaia di altri parlamentari?”. E se mi chiedesse in modo cortese di rimuovere questo articolo, naturalmente mi dimostrerei collaborativo e sarei pronto ad intervenire il giorno stesso in cui il sito del Parlamento desse notizia ufficiale delle dimissioni dell’interessato.

Quando infine l’espressione “deputato/senatore della sedicesima legislatura” sarà universalmente e pacificamente riconosciuta come gravemente lesiva della dignità di colui al quale è accostata, può darsi che sarò costretto a pubblicare una rettifica, poiché come è noto il bavaglio che potrebbe entrare in vigore non si applicherà alle notizie false, ma semplicemente a quelle ritenute offensive dall’interessato.

Fino ad allora, comunque, seguiterò a pubblicare periodicamente nuove liste di nomi pescati a caso dal Parlamento della Repubblica italiana.

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