
Essendo il governo istituito per il bene comune, la protezione e la sicurezza dell’intera comunità, e non per l’interesse privato o il profitto di un singolo uomo, famiglia o classe di persone, ogniqualvolta i fini del governo siano pervertiti, la libertà pubblica manifestamente messa in pericolo e tutti gli altri mezzi di riparazione siano inefficaci, il popolo può, e di diritto deve, riformare il vecchio governo o istituirne uno nuovo. La dottrina della non resistenza al potere arbitrario e all’oppressione è assurda, servile e distruttiva del bene e della felicità dell’umanità.
Cioè, voglio dire. C’è bisogno di spiegazioni o commenti? Vi chiedo solo di leggerlo un’altra volta, sottolineando alcune parole. “Interesse privato di un singolo”… “i fini del governo siano pervertiti”… “libertà in pericolo”… “può e deve”… “assurda, servile, distruttiva”… insomma, tanta roba. E ora il quiz: chi l’ha scritto, e quando?
Prendetevi un po’ di tempo per pensarci. Robespierre? Lenin? Che Guevara? Probabilmente non avete indovinato. La risposta è: l’assemblea costituente del New Hampshire, la prima colonia del Nuovo Continente a spezzare il giogo britannico; una delle tredici che costituirono il nucleo originario degli Stati Uniti d’America. Nel 1784. Si tratta per la precisione dell’articolo 10 del “Bill of Rights”, designato come “Right of Revolution”: diritto alla rivoluzione. Per la sua collocazione storica, si può dire che faccia parte del DNA dell’embrione da cui si sono sviluppati gli Stati Uniti, e che ne rappresenti il cuore pulsante. Andrebbe scritto sui muri, almeno un muro in ogni città: non solo degli Stati Uniti, ma di tutto il mondo.
C’è però un problema: a questo fine ci vuole almeno una persona che sappia leggere e una che sappia scrivere. Questo ci porta ad un altro articolo interessante della stessa Costituzione:
La conoscenza e l’apprendimento, generalmente diffusi in una comunità, essendo essenziali per la preservazione di un governo libero; e diffondendo le opportunità e i vantaggi dell’istruzione nelle varie parti del Paese, essendo altamente favorevoli a promuovere questo fine; sarà dovere dei legislatori e dei magistrati, in tutti i periodi futuri di questo governo, coltivare l’interesse per la letteratura e le scienze … sostenere e imprimere i principi di umanità e di benevolenza generale … a condizione, tuttavia, che nessun denaro raccolto tramite tasse venga mai concesso o utilizzato per l’uso delle scuole o delle istituzioni di qualsiasi setta o confessione religiosa.
Stesso esercizio di prima: rileggere e sottolineare, come a scuola. “Essenziali per la preservazione di un governo libero”… “in tutti i periodi futuri di questo governo”… “sostenere e imprimere i principi di umanità e di benevolenza”.
Ma ci sono ancora le scuole? Negli Stati Uniti d’America un governo pervertito sta smantellando l’istruzione pubblica, ed è solo uno dei tanti tasselli di un processo mirato a eliminare le garanzie costituzionali, facendo nello stesso tempo appello all’orgoglio nazionale e dirottando l’attenzione dei cittadini verso nemici immaginari. Né più né meno di quello che fece Hitler nella Germania degli anni ’30. E questo processo oggi purtroppo non interessa solo gli Stati Uniti, ma ha preso piede, nuovamente, anche in Europa.
Per fortuna non tutti hanno dimenticato il Right of Revolution. Dopo il New Hampshire altri Stati lo hanno incluso nel proprio ordinamento, e il Diritto Internazionale ne ha accolto i principi: quantomeno, si è compreso e riconosciuto che il rispetto e la tutela dei diritti umani sono essenziali al fine di evitare che come ultima risorsa i popoli siano costretti ad una ribellione violenta, la quale viene comunque considerata legittima quando tutte le altre possibilità siano esaurite.
Il presidente Trump, quello del governo pervertito di prima, ha recentemente deciso di sanzionare i membri della Corte Penale Internazionale perché il suo amichetto Netanyahu ha problemi con i diritti umani, e sulla sua testa pende un mandato d’arresto per crimini di guerra. Il poveretto non si capacita che ad un popolo occupato sia in linea di principio accordato il diritto di opporsi all’occupazione, mentre nei confronti dell’occupante si sollevino obiezioni quando deporta, stermina o riduce alla fame il popolo occupato: dal suo punto di vista, lo capirete, si tratta di una palese ingiustizia e di un “doppiopesismo” inaccettabile.
La stessa sanzione è poi stata estesa alla Relatrice Speciale sulla Situazione dei Diritti Umani nei Territori Palestinesi Occupati, perché altri amichetti di Trump si sono sentiti a disagio per il fatto di essere stati associati, in un rapporto ufficiale, ai crimini dello Stato di Israele, e accusati di fare profitti grazie al genocidio.
Si tratta di eventi senza precedenti, che indicano chiaramente come sia in corso un’escalation di cui è difficile immaginare la fine. Quindi, finché c’è ancora qualcuno che conosce la Storia, qualcuno che conosce il Diritto, qualcuno che sa leggere e qualcuno che sa scrivere, e finché ci sono ancora in piedi dei muri, diamoci da fare.





