
Sognare è l’unico lusso a cui non si dovrebbe mai rinunciare. Senza tuttavia smettere di fare tutte le altre cose importanti, come ad esempio educare senza ritegno e senza cedimento alla pazienza, alla tolleranza, alla diversità, all’empatia, alla frugalità, alla mitezza. E nello stesso tempo, poco alla volta, smantellare, riciclare, riconvertire le armi, le fabbriche e gli apparati bellici.
Poi, dopo anni di lavoro duro e incessante — dopo secoli se necessario — andare a bussare alla porta dell’ultimo fascista rimasto, portando con sé l’ultimo proiettile; mostrarglielo dopo essersi presentati educatamente e annunciargli: “Questo è per te, sei al capolinea”.
Con gesti misurati, tirare fuori dalla valigetta l’occorrente: tavolette di legno, pentolino, pinze, fiamma ossidrica, eccetera. Depositare il proiettile nel pentolino, fonderlo e versarlo in un piccolo stampo a forma di coniglietto; non appena raffreddato porgergli il ninnolo e solennemente proclamare: “Avete perso”.
Se qualcuno mi obiettasse che si tratta di un’idea folle e completamente avulsa dalla realtà, non mi farei problemi a dargli pienamente ragione, ma gli farei anche notare che l’alternativa è la corsa agli armamenti, il proliferare delle provocazioni, la martellante propaganda per il bellicismo; tutte cose che stanno conducendo inesorabilmente ad un conflitto di proporzioni tali da compromettere la sopravvivenza della civiltà umana. Per questo tutto sommato sembra ancora una buona idea continuare a credere nella pace e impegnarsi per essa; e anche se fosse solo un sogno è necessario sognarlo intensamente, sognarlo in tanti, tutti all’unisono, nella consapevolezza che ovunque, anche al di là del confine, c’è tantissima gente che intensamente sogna lo stesso sogno.






