Allah vede e provvede

Si dice che le vie del Signore siano imperscrutabili. Probabilmente la maggior parte delle volte è vero, ma potrebbero esserci eccezioni.

Prendiamo ad esempio le teocrazie. Quando se ne parla sembra subito di sentire odore di stantìo, e non è infrequente il sospetto che le migliaia di divinità postulate nel corso dei secoli dai nostri antenati siano esistite principalmente per offrire un fondamento al potere costituito. Insomma, qualcosa di cui molti farebbero volentieri a meno.

Oggi non sopravvivono molte teocrazie, e quelle superstiti sono spesso scese a compromessi con l’ordinamento democratico, mantenendo comunque su di esso un controllo che prescinde dalla reale volontà popolare e risponde alle logiche dettate dai dogmi religiosi. Quasi sempre esse sono caratterizzate da forti discriminazioni, in particolare nei confronti delle donne, contro le quali si scatenano i pregiudizi più bigotti e che subiscono limitazioni della propria libertà dovute non certamente alla loro incapacità di badare a sé stesse, quanto piuttosto alla recidiva incontinenza degli uomini.

Come primo caso di studio, consideriamo l’Italia. Uno degli esempi più noti al mondo di teocrazia, che è più precisamente una monarchia assoluta teocratica, dove il sovrano può essere solo di sesso maschile ed è eletto da un’assemblea di soli uomini, si trova interamente dentro i suoi confini. Sebbene sulla carta l’Italia sia una repubblica democratica indipendente dal Vaticano, nei fatti sappiamo che l’ingerenza politica del suo inquilino non è mai mancata. Difficile immaginare un alto rappresentante delle istituzioni italiane a cui sia permesso di prendere una posizione netta contro il Papa; più facile immaginarlo mentre umile e contrito si genuflette e gli bacia l’anello.

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Nemico comune dell’umanità

Da secoli ormai siamo abituati all’idea che il potere si regga sulle menzogne, tanto che spesso non ci facciamo neanche più caso. Ma, come dicevano gli antichi saggi, il viaggio più lungo è il ritorno, e in questi ultimi tempi abbiamo assistito ad una tale escalation di menzogne che i nostri governanti a forza di tirare la corda hanno fatto il giro dell’orologio e in più occasioni si sono ritrovati, presumo involontariamente, a dire la verità. Con un effetto quasi straniante, che resta sempre in precario equilibrio tra il tragico e il comico.

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Fette boicottate

Non so voi, ma ci sono alcune cose che, lette o ascoltate al mattino mentre faccio colazione, mi fanno andare storta tutta la giornata.

“Lo Stato di Israele avrà anche qualche difetto, ma è pur sempre nostro amico e combatte per i nostri valori”. Per favore, andiamoci piano con le generalizzazioni. Può certamente essere che il Governo fascio-lobby-razzista che in questo momento è al potere in Italia sia amico di Israele: in effetti i due Stati hanno appena rinnovato un accordo di collaborazione militare, per cui quei soldati che mentre commettono orribili crimini di guerra si riprendono col cellulare per poi aggiungere in sottofondo ai filmati musichette allegre e pubblicare il risultato sui loro canali social potranno continuare a farlo con il supporto delle nostre tasse. Ne beneficeranno anche i civili, almeno quelli più abbienti, che possono permettersi il lusso di partecipare a viaggi organizzati sulle alture attorno alla Striscia di Gaza o in barca al largo della costa per assistere di persona ai bombardamenti, quasi come se partecipassero ad un safari nella savana. Forse i nostri soldi verranno usati anche per potenziare i centri di distribuzione di generi alimentari attorno a cui i palestinesi, ridotti alla fame, si accalcano nella speranza di poter tirare avanti ancora qualche altro giorno, per poi scoprire, dopo aver ricevuto pallottole invece di cibo, che si tratta di trappole simili a quelle che potrebbero essere usate per liberarsi da un’infestazione di topi o di scarafaggi. Quindi, dicevo, può anche essere e non mi stupisce che il nostro Governo sia amico di questa gente e ne condivida i valori. Però non mettetemi in mezzo, io non nutro questo genere di amicizie.

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