Allah vede e provvede

Si dice che le vie del Signore siano imperscrutabili. Probabilmente la maggior parte delle volte è vero, ma potrebbero esserci eccezioni.

Prendiamo ad esempio le teocrazie. Quando se ne parla sembra subito di sentire odore di stantìo, e non è infrequente il sospetto che le migliaia di divinità postulate nel corso dei secoli dai nostri antenati siano esistite principalmente per offrire un fondamento al potere costituito. Insomma, qualcosa di cui molti farebbero volentieri a meno.

Oggi non sopravvivono molte teocrazie, e quelle superstiti sono spesso scese a compromessi con l’ordinamento democratico, mantenendo comunque su di esso un controllo che prescinde dalla reale volontà popolare e risponde alle logiche dettate dai dogmi religiosi. Quasi sempre esse sono caratterizzate da forti discriminazioni, in particolare nei confronti delle donne, contro le quali si scatenano i pregiudizi più bigotti e che subiscono limitazioni della propria libertà dovute non certamente alla loro incapacità di badare a sé stesse, quanto piuttosto alla recidiva incontinenza degli uomini.

Come primo caso di studio, consideriamo l’Italia. Uno degli esempi più noti al mondo di teocrazia, che è più precisamente una monarchia assoluta teocratica, dove il sovrano può essere solo di sesso maschile ed è eletto da un’assemblea di soli uomini, si trova interamente dentro i suoi confini. Sebbene sulla carta l’Italia sia una repubblica democratica indipendente dal Vaticano, nei fatti sappiamo che l’ingerenza politica del suo inquilino non è mai mancata. Difficile immaginare un alto rappresentante delle istituzioni italiane a cui sia permesso di prendere una posizione netta contro il Papa; più facile immaginarlo mentre umile e contrito si genuflette e gli bacia l’anello.

– Continua a leggere>

Il Chiodo fisso

I lettori più attenti avranno notato che negli ultimi tempi l’onorevole Salvini — al quale, per la simpatia che mi ispira, auguro di pinzarsi il pisello nella patta dei pantaloni — è diventato un chiodo fisso di Bue punto zero. Effettivamente mi sto impegnando per abbattere, uno dopo l’altro, tutti i suoi principali cavalli di battaglia. Metaforicamente, s’intende, perché fra quadrupedi erbivori non può esserci che solidarietà ed empatia, a prescindere da chi portiamo in groppa.

Oggi è il turno del turpe e smaccato utilizzo del Crocifisso, baciato in mondovisione e variamente ostentato nelle più disparate occasioni.

Che ciò venga fatto per calcolo politico è evidente. Che la parte di elettorato cattolico o ateodevoto che vede di buon occhio questi atteggiamenti sia più nutrita della parte che lo trova disgustoso è probabile. Che questo atteggiamento sia coerente con i princìpi fondanti della Chiesa è assai discutibile. Vi sono anzi le prove che già nel diciannovesimo secolo la Chiesa cattolica era più avanti rispetto a certe idee reazionarie che vengono oggi propalate dal nostro soggetto.

– Continua a leggere >

Non c’è più religione

A causa della recente tornata elettorale e delle corpose problematiche ad essa correlate non abbiamo potuto sinora dedicare neanche una riga ad un altro evento di proporzioni epocali, che ha suscitato in alcuni casi sdegno e riprovazione: lo spapamento del Papa.

Avremmo voluto commentare la notizia con qualche osservazione sagace e arguta, ma dopo una breve riflessione abbiamo deciso di desistere, e di lasciare piuttosto la parola su un tema così complesso ad autori più eruditi ed esperti di noi. Rimandiamo quindi i nostri lettori ad un sito specializzato, dove tra le altre cose è pubblicato un testo, in forma di omelia, che affronta proprio l’argomento più scottante: quelle lacerazioni interne alla Chiesa che quasi certamente sono all’origine dell’abdicazione del Pontefice. Esse vengono ricondotte alla fondazione stessa della Chiesa e a poco a poco conducono, appoggiandosi saldamente sulla sola autorità delle pagine neotestamentarie, ad una originale e sorprendente interpretazione della figura del Vescovo di Roma e della sua funzione nella Chiesa universale. Avvertiamo i lettori che il testo è inevitabilmente un po’ specialistico, ma confidiamo che la perseveranza verrà premiata.