L’XYZ della democrazia

La legge esiste per tutelare i più deboli. Ove questa venisse a mancare, non si applicherebbe altro che la semplice e atavica legge del più forte. In un Paese democratico, in teoria, il potere lo detiene il popolo, e la legge tutela le minoranze (in assenza di questa tutela, infatti, non si parla di democrazia, ma di dittatura della maggioranza). Capita tuttavia che il voto popolare consegni il potere ad un’oligarchia avida e corrotta, la quale lo esercita contro gli interessi del popolo stesso. In questo caso è il popolo ad occupare la posizione più debole, e la legge, fintanto che è applicata, rimane la sua unica tutela. Nel momento in cui, in un regime democratico già gravemente compromesso, si indebolisse o venisse del tutto a mancare un’istituzione dotata dell’autorità di far rispettare la legge, si assisterebbe inevitabilmente alla fine della democrazia.

È quindi del tutto naturale e forse inevitabile che in questa situazione i magistrati che si sforzano di applicare in modo rigoroso la legge, sottoponendo ad indagini e processi, ove ne ricorrano i presupposti, anche i membri della suddetta oligarchia, raccolgano un buon grado di consenso popolare, mentre in un contesto di reale democrazia ciò che alcuni oggi considerano deprecabile (e cioè il fatto che i magistrati possano cercare e ottenere il consenso delle masse) sarebbe semplicemente privo di senso, perché la magistratura lavorerebbe per lo più per tutelare le minoranze, eventualmente anche contro gli interessi della maggioranza.

In ogni caso, se il consenso popolare ha potuto a suo tempo legittimare quell’oligarchia avida e corrotta che ora, per non essere spodestata, cerca a sua volta di delegittimare con ogni mezzo tutte le voci e tutte le forze che le si oppongono, è non solo tollerabile, ma anche auspicabile che esso si indirizzi ora verso alcuni magistrati; in particolar modo verso quelli onesti e integerrimi, i quali sono facilmente riconoscibili appunto per il fatto di subire quotidianamente attacchi da quelle cariche istituzionali e politiche che annoverano al loro interno schiere di corrotti, corruttori, concussori, mafiosi e via dicendo, nonché dai giornali ad essi asserviti, e persino da quella parte di magistratura  che non vuole inimicarseli. Se ancora rimanesse qualche dubbio sull’opportunità di questo consenso, esso verrà dissipato nel momento in cui qualcuno di questi magistrati dovesse essere perseguito per aver pubblicamente dichiarato nientemeno che la sua fedeltà alla Costituzione.


Articoli correlati:

Concorso scuola 2012: pubblicata una bozza del bando

Sul sito del MIUR è stata oggi pubblicata una bozza dell’annunciato bando di concorso per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado. La scelta del Ministro, per quanto possa apparire irrituale, è dovuta certamente al rincorrersi in questi ultimi giorni di ipotesi incontrollate quanto inaffidabili, e permetterà ai numerosi aspiranti di farsi un’idea di che cosa li aspetta, a partire dai dettagli sui requisiti per la partecipazione.

Il bando è visibile sul sito nella sua interezza, mentre due degli allegati (allegato A e allegato C), non è chiaro per quale motivo, sono disponibili solo nell’area riservata. Possono accedervi i docenti che già possiedono  le chiavi di accesso fornite dal Ministero contestualmente alla presentazione delle domande di inserimento nelle graduatorie di terza fascia nel 2010. Chi possiede solo la prima parte del codice personale può richiedere la seconda parte alla segreteria della scuola dove è in servizio o, se non è attualmente in servizio, può recuperarla inserendo il codice fiscale nell’apposita pagina del sito della Pubblica Istruzione (Istanze on line), specificando l’indirizzo di posta certificata (PEC) su cui si desidera ricevere l’informazione.

Ma veniamo al dunque: quali sono in sintesi le novità già promesse dal Ministro al momento dell’annuncio pubblico di questa nuova e attesissima tornata di concorsi? Teniamo presente che si tratta solo di una bozza, soggetta quindi a possibili revisioni, ma un dato rimane sicuramente fermo: tutto ruota attorno all’imperativo di favorire il più possibile, nel rispetto delle norme in vigore, la carriera dei giovani meritevoli. Potranno innanzitutto partecipare al concorso, oltre a tutti gli insegnanti già abilitati, anche i laureati che abbiano conseguito una votazione finale di almeno 100/110 e i laureandi che abbiano conseguito all’esame di maturità un punteggio superiore a 90/100 e possano contare su una media degli esami universitari di almeno 27/30. Queste due categorie saranno avvantaggiate dal punto di vista economico, dovendo corrispondere una cifra di appena 149,00€ per l’iscrizione alle preselezioni, mentre agli abilitati, secondo la bozza, sarà richiesto il doppio. Nello stesso tempo il risultato della selezione per i laureandi sarà mantenuto in sospeso fino a che non avranno effettivamente conseguito il titolo.

Il punteggio che alla fine del concorso verrà assegnato a ciascun candidato sarà calcolato tenendo conto di vari fattori, attentamente pesati dal Ministero per garantire la massima equità. I docenti già inseriti nelle graduatorie ad esaurimento avranno il vantaggio di partire con una base di punteggio che consiste nella metà dei punti accumulati sulla graduatoria di appartenenza; chi è inserito in più graduatorie sarà valutato sulla base di quella dove dispone del minor punteggio. Ai non abilitati saranno invece valutati titoli precedentemente non considerati, come ad esempio gli esami ECDL (patente europea del computer). A tutti i candidati sarà poi assegnato un punteggio basato sulle prove scritte e orali, che potrà raggiungere un massimo di 600 unità. Per garantire la massima trasparenza nella valutazione ed evitare che le commissioni ricorrano a sotterfugi di vario tipo per favorire i raccomandati, ai singoli aspiranti ogni commissione potrà assegnare, a suo totale arbitrio e senza giustificazione alcuna, un punteggio aggiuntivo fino ad un massimo di 100 unità. Il punteggio risultante sarà infine diviso per il numero di anni compiuti dal candidato (a questo fine si considera l’età nel giorno della pubblicazione del bando) in modo che a parità di tutto il resto un candidato di (ad esempio) 25 anni avrà un punteggio doppio rispetto ad uno di 50.

Vi è poi, in una sezione del bando che pare ancora in fase di definizione e quindi altamente soggetta a revisione nella versione ufficiale, che include una nutrita serie di casistiche che portano ad avere dei “bonus” o viceversa delle detrazioni di punti rispetto al totale precedentemente calcolato, legate non alle qualità tecniche o didattiche dei candidati, ma a quelle morali. Si tratta probabilmente di un campo in cui il ministero si espone a possibili critiche nonché probabili ricorsi da parte di candidati che si sentissero ostacolati o danneggiati. Ad esempio si propone di assegnare 10 punti in più per la partecipazione a ciascuno dei Meeting per l’amicizia fra i popoli svoltisi negli ultimi dieci anni (questa norma potrebbe essere bocciata perché, svolgendosi il meeting di CL a Rimini, sfavorirebbe nettamente i docenti meridionali); specularmente si propone di ridurre i punti alle concorrenti di cui sono state pubblicate su riviste o sul web foto osé o comunque poco consone alla dignità del ruolo a cui aspirano, e  a questo fine verranno passati al setaccio i profili eventualmente aperti sui vari social network (in questo caso ci si aspetta che la norma venga estesa anche ai concorrenti maschi, o in alternativa soppressa, pena una pioggia infinita di ricorsi).

Farà discutere anche un’altra norma che si annida tra le tante particolarità ed eccezioni presenti nel bando, che ancora una volta è chiaramente mirata a favorire i candidati più giovani: se un aspirante ultraquarantenne dovesse classificarsi, nonostante la penalità applicata dividendo il punteggio per il numero di anni compiuti, entro i primi mille candidati, gli verranno segate le gambe.

Pudenda #10

  1. Viviana Beccalossi
  2. Laura Bianconi
  3. Fiorella Ceccacci Rubino
  4. Antonio D’Alì
  5. Francesco Maria Giro
  6. Gaetano  Nastri
  7. Pasquale Nessa
  8. Antonio Palmieri
  9. Carlo Sarro
  10. Maurizio Scelli

Con questa nuova pubblicazione la lista di parlamentari insigniti del disonore delle Pudenda di Bue punto zero raggiunge la spregevole somma di cento unità. Il prestigioso traguardo è celebrato da una nuova pagina che descrive e promuove l’iniziativa, intitolata appunto le Pudenda di Bue punto zero. Che cosa aspetti? Clicca, informati e partecipa!

Partigiani della Prostituzione

I recenti sviluppi della vicenda legata alla cosiddetta “trattativa” e alle intercettazioni delle telefonate tra Mancino e Napolitano hanno forse svelato la presenza di un insospettabile complotto. Illuminante a questo proposito è stato l’intervento del fondatore de La Repubblica Eugenio Scalfari, che come è noto ha cercato goffamente di difendere la posizione del Capo dello Stato contro la Procura di Palermo.

Nel rispondere alle pacate osservazioni dei diretti interessati (il procuratore Messineo e il procuratore aggiunto Ingroia) circa il suo apparentemente poco assennato intervento, Scalfari ha poi citato una sentenza della Corte Costituzionale del 24 aprile 2002 che a sua volta è stata giudicata irrilevante in quanto non pertiene a casistiche di intercettazioni delle alte cariche dello Stato, ma si pronuncia “nell’ambito di un procedimento penale relativo a delitti di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione” dove “l’apparato di ripresa visiva, occultato dalla polizia giudiziaria in una plafoniera sita in una saletta appartata, aveva consentito di registrare immagini di rapporti sessuali tra i clienti e le ballerine dell’esercizio”.

Come sempre, Bue punto zero privilegia, nella formulazione di ipotesi sui comportamenti più inspiegabili degli illustri personaggi di cui si occupa, una consapevole malizia rispetto ad una cieca stupidità, la quale rimane l’ultima opzione da considerare quanto tutte le altre sono state scartate. In questo caso, se Scalfari non è uno stupido, per quale recondito motivo potrebbe aver citato in questa situazione già abbondantemente ingarbugliata e compromessa proprio quella sentenza? Non abbiamo purtroppo una risposta certa, ma diversi elementi conducono a pensare che si tratti di un messaggio in codice, che in qualche modo vuole chiamare a raccolta, affinché si uniscano alla causa di quelli già presenti in Parlamento, i Partigiani della Prostituzione che proliferano nei giornali, per sferrare un attacco decisivo contro i Partigiani della Costituzione che si annidano, esile forse ma combattiva minoranza, nella Magistratura.

Quale sarà l’esito dello scontro è facile immaginarlo. L’unica possibilità di rovesciare le sorti di questa battaglia potrebbe giungere da nuove elezioni e dal conseguente rinnovamento delle Camere, ma forse sarà già troppo tardi.

Referendum 2011

In un periodo generalmente avaro di soddisfazioni, una pregevole eccezione è stata l’ampia partecipazione ai referendum dello scorso anno. Per celebrare la ricorrenza che cade in questi giorni abbiamo pensato di pubblicare alcuni volantini che erano stati realizzati appositamente per l’occasione.

Berlusconi invita a votare al referendum

È davvero curioso che tra le zone segnalate a suo tempo come idonee alla realizzazione di centrali nucleari ci fosse proprio quella che in questi giorni è stata colpita da una serie interminabile di scosse sismiche. Se avessimo basato il sottile terrorismo psicologico di questo volantino sul rischio tellurico, probabilmente avremmo suscitato un certo scetticismo, ma ora potremmo unirci alla folta schiera di coloro che affermano di essere in grado di prevedere i terremoti. Più prudentemente, ci siamo invece accontentati di una banale alluvione.

Un articolo di giornale sull'incidente nucleare di Roccabianca (Italia)

(clicca sull’immagine per ingrandire)

Milioni in fumo

Il fumo uccide

 

Leggi anche:

 

Poche settimane or sono alcuni dei nostri illustri ministri, avendo constatato in prima persona che le pecunie dello Stato vanno in larghissima parte in fumo senza neppure un minimo di termovalorizzazione, hanno deciso di chiedere direttamente ai cittadini dei suggerimenti per limitare i danni. Una volta tanto dunque Bue punto zero potrà evitare di elargire un consiglio non richiesto, e risponderà invece puntualmente alla specifica sollecitazione del Governo.

Si tratta innanzitutto di chiarire una questione di metodo.

Un metodo è tagliare indiscriminatamente, ma con una preferenza verso quelle aree dove si incontra meno resistenza, ottenendo ridotti benefici a breve termine e producendo a lungo termine una complessiva depressione dell’economia del Paese.

Un’alternativa è tagliare in maniera mirata laddove si possono ottenere consistenti benefici immediati sul breve termine e un miglioramento complessivo della qualità della vita sul lungo termine, evitando per quanto possibile di colpire le fasce più inermi e vulnerabili della popolazione.

Consapevole di essere in controtendenza rispetto all’andamento generale, mi permetto di esprimere una preferenza per la seconda opzione.
– Continua a leggere >

Nani e ballerine cercansi

Ai tempi del Governo Berlusconi IV le frange più estreme dell’opposizione avevano l’abitudine di riferirsi alla collegialità dei ministri ricorrendo ad un’infelice espressione coniata negli anni ottanta, riservando in particolare l’appellativo di “nano”, declinato in diverse varianti, al Premier, e quello di “ballerine” alla cerchia dei ministri, e soprattutto delle ministre, a lui più vicini. Bue punto zero si è sempre dissociato e continuerà a dissociarsi da questo vergognoso accostamento, che considera gravemente lesivo della dignità dei nani e delle ballerine.

Per riparare almeno in parte ad danno inferto alla reputazione di tali categorie, all’approssimarsi di nuove elezioni, che si auspicano imminenti, e della conseguente formazione di un nuovo governo, Bue punto zero si fa promotore di una nuova iniziativa: la nomina di un nano –uno vero– a Ministro delle Pari Opportunità, e di una ballerina –una vera– a Ministro dello Sport e dello Spettacolo, previa attenta valutazione dei curricula dei candidati e rigorosa selezione in base alla cultura, le competenze e le esperienze correlate alle due posizioni. Se vuoi sostenere questa iniziativa, inserisci qui sotto la tua adesione.

L’ABC della democrazia

Le macerie della democrazia

Capita sempre più spesso, e l’abbiamo già segnalato, che illustri professori declamino con serafico candore affermazioni che alla gente comune possono sembrare, di primo acchito ed anche ad una più attenta analisi, delle soverchianti fesserie.

Umberto Veronesi, assieme a decine di altri luminari tra medici e scienziati, ha scritto a Monti per chiedergli un ripensamento sul nucleare in Italia, come se il Premier in persona avesse bocciato l’energia atomica e potesse, con un solo cenno del capo, dare l’avvio alla costruzione di nuove centrali.

L’intento dell’esimio oncologo è indubbiamente nobile, e può in parte giustificare una richiesta per altri versi così assurda. Gli ambientalisti, che l’anno scorso si sono vittoriosamente battuti a favore del “sì” al referendum, non hanno capito un concetto molto semplice, che Veronesi sta ancora cercando, con un estremo, disperato tentativo, di inculcare nelle loro teste: il nucleare è amico dell’ambiente.
– Continua a leggere >

Pudenda #9

  1. Giuseppe Angeli
  2. Deborah Bergamini
  3. Esteban Juan Caselli
  4. Remigio Ceroni
  5. Giuseppe Cossiga
  6. Stefano De Lillo
  7. Vincenzo Antonio Fontana
  8. Luigi Grillo
  9. Beatrice Lorenzin
  10. Mauro Pili

Il Popolo della libertà, a cui appartengono gli onorevoli sopra citati, da oggi insigniti del disonore delle Pudenda di Bue punto zero, si dichiara leale con l’Esecutivo e si presenta come il principale sostenitore del Governo Monti; addirittura “sostiene il governo Monti molto lealmente e molto concretamente e in modo convinto, perchè tutta l’azione di governo si configura come il completamento di quello che noi abbiamo realizzato nel corso di questi anni”.

Sembra quasi un sostegno senza se e senza ma, ma solo se il Governo si astiene dal toccare gli interessi del Capo: in caso contrario si ricorre al ricatto. Non appena si è parlato di far pagare a Mediaset le frequenze televisive, improvvisamente la riforma del lavoro che prima sembrava andare così bene è diventata, dopo qualche minima correzione apportata per saziare i modesti appetiti del Pd, una emerita ciofeca. Non appena il Ministro della Giustizia propone pene più severe per i corrotti, si rispolvera la famigerata legge bavaglio, nota anche come ammazza-blog, la quale era stata all’origine dell’iniziativa delle Pudenda. Iniziativa che pertanto risulta più attuale che mai.

Per saperne di più, riparti dall’inizio.

Salviamo Mario Monti

"Uccidiamo Mario Monti" sui muri di Milano

Mario Monti è in pericolo, e come se non bastasse anche altri membri del Governo rischiano grosso.

C’è chi vuole la testa del Premier perché la notte di Capodanno si è dato ai bagordi; c’è chi con maggior ponderazione ed acume lo accusa, avendo egli a sottoporre le sue proposte alla prima legislatura della storia repubblicana a non includere rappresentati di partiti di sinistra, di non perseguire politiche di sinistra.

Ma tutto ciò è ben poca cosa di fronte alla vera e massima colpa del Premier, che consiste nell’aver affermato nelle più svariate occasioni di avere rispetto per il Parlamento e che da esso deriva la legittimità del suo Governo.

– Continua a leggere >