La fine della rana

È ben noto l’aneddoto secondo cui, se butti una rana in una pentola d’acqua bollente, questa si salverà saltandone fuori immediatamente, mentre se la deponi nell’acqua fredda portandola poi gradualmente a bollore si lascerà cuocere senza reagire.

Ebbene, è a questa seconda ipotesi che penso ogni volta che sento parlare di “transizione climatica”, e soprattutto quando ne sento parlare come un traguardo da raggiungere o un obiettivo per cui impegnarsi. Il problema di questa locuzione è che la sua definizione è alquanto vaga e c’è dentro un po’ di tutto. Da una parte essa ricomprende ciò che più propriamente si può definire “transizione energetica”, ovvero l’insieme degli sforzi orientati a ridurre le emissioni di gas serra. E qui c’è già il primo problema: come sappiamo, una semplice riduzione di queste emissioni non farà altro che posticipare un po’, senza poterlo evitare, il collasso della civiltà umana (e, forse, dell’intera biosfera).

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Celsius 451 (seconda parte)

Perché il problema del riscaldamento globale è più grave di quello che pensi

(Nella prima parte trovi alcuni concetti di carattere generale utili alla comprensione di quello che segue. Puoi leggerli anche in un secondo momento.)

Dopo aver parlato in generale di energia e di bilancio energetico e dopo aver discusso tutte le altre principali fonti energetiche, arriviamo finalmente ai combustibili fossili. L’origine di questa fonte è ancora una volta il Sole: si tratta dell’energia solare assorbita negli ultimi milioni di anni dalla vegetazione preistorica, che poi è rimasta sepolta sottoterra e ha dato origine a giacimenti di carbone, petrolio e gas naturale.

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