Il ruolo della comunità internazionale

   —Maestra! Maestra!—
   —Che cosa c’è, Yisrael?—
   —Maestra! Mohamed mi ha dato un calcio! Qui, mi fa male!—
   —Oh poverino, fa’ vedere…—
   —Ahia! E non è la prima volta! Tutti ce l’hanno con me perché sono ebreo.—
   —Ma come è successo?—
   —Io stavo giocando, facevo il salto alla corda, avevo bisogno di più spazio e lui non voleva spostarsi.—
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Il gatto di Shelomoh

Saggezza antica per problemi attuali. Shelomoh, figlio di Dawid, figlio di Yishay, conosciuto in occidente per lo più con nomi derivati dalla forma latina Salomon, è un re d’Israele ricordato soprattutto per aver in pochi anni edificato un grande tempio a Gerusalemme. In secondo luogo è noto per la sua sapienza e la sua saggezza, esemplificata da un celebre episodio biblico di cui riporto una variante adattata alla sensibilità moderna (se volete, ne trovate la versione canonica nel primo libro dei Re).

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L’imbranato

Credo di avere qualche problema con il mio subconscio, forse mi servirà uno psicanalista di quelli bravi. Io che sono un tipo così pacifico, che non ho mai usato altra arma che la parola, che non ho mai fatto ricorso ad altra forza che quella della ragione, fare un sogno del genere! Sto passeggiando tranquillo ai margini di un grande parco quando un’automobile accosta vicino a me. Vedo che a bordo ci sono diverse persone; mi fanno un cenno. Mentre percorriamo sperdute strade di campagna ho un barlume di lucidità e mi rendo conto che nel mondo reale non sarei mai salito su un’auto piena di sconosciuti con una simile facilità. Sono tutti molto cortesi, ma a volte ho l’impressione che quando volgo lo sguardo fuori dal finestrino si lancino tra loro occhiate complici e si trattengano a stento dal ridacchiare.

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Nakba — Catastrofe

Ghayz è un nome insolito per una bambina. Suo padre si chiama Shady ed è nato il 19 maggio 2004 a Rafah, vicino al confine con l’Egitto. Fin da quando era in fasce i suoi gli parlavano dell’operazione “Arcobaleno”, dei missili sparati dagli elicotteri sul corteo di manifestanti e di come, il giorno stesso della sua nascita, l’intero quartiere dove abitavano sia stato raso al suolo dalle ruspe.

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Post traumatico

Ai lettori che fossero rimasti traumatizzati dagli ultimi articoli pubblicati posso subito offrire una rassicurazione: questa volta si parla di cose gravi ma non serie. Essendo che tutto è connesso a tutto, comunque, troverete alla fine un legame con quanto precede.

Ho i miei buoni motivi per affrontare oggi una questione linguistica discutendo un paio di casi di degenerazione della lingua italiana che stanno progressivamente infestando i giornali e rischiano quindi di venire poi accolti a pieno titolo nei vocabolari.

Iniziamo dal verbo “postare”, che risulta attestato fin dal ‘500, utilizzato quasi esclusivamente in ambito militare e la cui origine e il cui significato sono analoghi al più comune “appostare”. Brutto finché volete, ma in questi secoli non ha arrecato grossi danni alla lingua italiana. Ora però la vera minaccia viene dal suo omofono beceramente derivato dall’inglese “to post”, verbo che al suo antico significato di “affiggere” aggiunge quello più moderno di “condividere su Internet”.

Ogni volta che qualcuno arbitrariamente applica il suffisso “-are” ad una qualunque parola inglese e inizia a coniugare il risultato come se fosse un verbo italiano si compie un piccolo scempio, ma l’uso del verbo “postare” nella nuova accezione (insieme ovviamente allo strettamente correlato sostantivo “post”) sta diventando così virulento che non si può più stare zitti a guardare senza fare niente.

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Celsius 451 (seconda parte)

Perché il problema del riscaldamento globale è più grave di quello che pensi

(Nella prima parte trovi alcuni concetti di carattere generale utili alla comprensione di quello che segue. Puoi leggerli anche in un secondo momento.)

Dopo aver parlato in generale di energia e di bilancio energetico e dopo aver discusso tutte le altre principali fonti energetiche, arriviamo finalmente ai combustibili fossili. L’origine di questa fonte è ancora una volta il Sole: si tratta dell’energia solare assorbita negli ultimi milioni di anni dalla vegetazione preistorica, che poi è rimasta sepolta sottoterra e ha dato origine a giacimenti di carbone, petrolio e gas naturale.

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Celsius 451

Un giorno mi sono chiesto se potesse aver senso cercare di mettere insieme una sintesi allo stesso tempo comprensibile e articolata, semplice ma non semplicistica delle problematiche legate al riscaldamento globale e delle prospettive future. Poi, invece di perdere tempo a rispondermi, l’ho scritta. Alla fine mi sono pentito della mia impulsività, perché ne è venuto fuori l’articolo che non avrei mai voluto scrivere e che probabilmente nessuno vorrebbe mai leggere. Ormai è troppo tardi: ci starò più attento la prossima volta, se ce ne sarà una.

L’articolo è diviso in due parti. Chi pensa di avere poco tempo e vuole andare subito al sodo può passare direttamente alla seconda parte. Se ritieni di non avere tempo a sufficienza, comunque, hai già colto il punto e sei in buona compagnia. In effetti il messaggio è proprio questo: il tempo è agli sgoccioli, e di possibilità di cavarcela, forse, ne rimane una sola. Di conseguenza è importante investire le risorse disponibili in quella direzione, piuttosto che disperderle in soluzioni che possono nel caso migliore appena scalfire la superficie del problema.

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Nulla fu più come prima

   —Buongiorno, Sapientone.—
   —Buongiorno. Sono le ore sette e quarantacinque, la temperatura esterna è di sedici gradi, il tempo previsto per oggi è prevalentemente sereno con foschia al mattino e possibili rannuvolamenti in serata.—
   —Ottimo. Hai controllato il rapporto che ho preparato? Va inviato entro stamattina.—
   —Certamente. Ho inserito alcuni possibili miglioramenti per rendere più chiari i passaggi chiave, oltre ad un paragrafo conclusivo che identifica le prossime azioni da compiere. Non appena avrà approvato le integrazioni provvederò ad inviarlo.—
   —Allora più tardi lo leggerò. Anzi, no, mandalo così com’è, con le tue modifiche. Mi fido.—
   —Rapporto inviato.—
   —Messaggi dai miei contatti?—
   —Un messaggio da Giusy, molto simile a quello dell’altro ieri. In quel caso aveva risposto con un cuoricino. Devo rispondere allo stesso modo?—
   —Mmm, sì però… il cuoricino mettilo al contrario, sottosopra.—
   —Posso chiedere che cosa significa?—
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L’intollerabile leggerezza dell’intolleranza

Un argomento trattato sporadicamente su queste pagine e che, per la sua intrinseca levità, è il caso di riprendere in questo spensierato periodo di vacanza, è la geopolitica globale.

Tra le lapalissiane tesi sostenute negli articoli precedenti abbiamo ad esempio:

  1. la soluzione a problemi globali non può essere locale, ma deve essere costruita e realizzata anch’essa a livello globale
  2. questa esigenza incontra un grande ostacolo nella pervicace tendenza dei cittadini di molti Stati a considerare il proprio benessere prioritario rispetto a quello dei cittadini degli altri stati, poiché tale tendenza incentiva la ricerca di soluzioni locali e rende miopi nei confronti dei problemi globali
  3. quando le risorse indispensabili per il sostentamento della popolazione umana — e più in generale della biosfera di cui essa fa parte — scarseggiano in rapporto alla numerosità della popolazione, è necessario gestirle nella maniera più accorta possibile ed evitare che un numero ridotto di individui possa disporne a piacimento a discapito di tutti gli altri.

È utile a proposito di quest’ultimo punto osservare che il tasso di crescita della popolazione tende ad essere esponenziale, mentre la disponibilità di molte risorse essenziali è in diminuzione. Per questo non dovrebbe sorprendere che parlando di problemi globali non abbia finora citato esplicitamente i cambiamenti climatici, che da anni sono sotto i riflettori e di cui sempre più persone stanno facendo esperienza diretta. Proprio questi fattori comportano il rischio di convincersi che tali cambiamenti siano il principale se non l’unico problema globale, con il catastrofico risultato di perdere di vista gli altri, e in particolare quelli relativi al punto 3. Il clima rappresenta certamente un tassello importante nel quadro complessivo, ma è un problema che non può essere affrontato senza la consapevolezza di tutti gli altri.

Per illustrare questo concetto mi servirò di un esempio, che non pretende di essere in sé particolarmente realistico, ma solo di suggerire un possibile approccio.

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Maschio e femmina li mutò

Che già nel tardo Precambriano si fosse sviluppata una forma di vita capace di dare luogo ad una civiltà evoluta e organizzata nessuno fino a poco tempo fa l’avrebbe minimamente sospettato, ma le centinaia di milioni di anni che sono trascorse dalla sua estinzione spiegano facilmente la quasi totale assenza di tracce del suo passaggio. Il vero colpo di fortuna è il recente ritrovamento di alcuni frammenti ben conservati di una sorta di stele, recante le evidenti tracce di una scrittura ideografica. La datazione del reperto, che precede di poco (in termini di ere geologiche) la cosiddetta “esplosione cambriana”, è la chiave che ha permesso di tradurre alcuni brevi passi dell’antichissimo testo, di cui riportiamo la versione ad oggi considerata più attendibile. A nessuno può sfuggire l’importanza di questo documento, che testimonia uno snodo cruciale nell’evoluzione della vita sulla terra.

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