Silenzio assenzio

Corrono forse i cavalli sulle rocce?
Si ara forse su esse con i buoi?
Eppure voi cambiate il diritto in veleno
e il frutto della giustizia in assenzio;
vi rallegrate di cose da nulla
e dite: «Non è forse con la nostra forza
che abbiamo acquistato potenza?»

Amos 6, 12-13

Quando mi capita di sentir parlare di “razzismo al contrario” (e capita, anche piuttosto spesso), devo ammettere che attraverso quasi sempre un breve momento di sconcerto e disorientamento. Nel tentativo di assegnare — in base al contesto in cui questa locuzione è stata utilizzata, in base al mittente e al destinatario del messaggio — un significato ad una cosa che apparentemente non ne possiede alcuno, prendo in considerazione innanzitutto l’ipotesi che si intenda parlare di un sentimento di fratellanza e di rispetto reciproco che travalica qualunque distinzione di provenienza geografica, di lingua, di cultura e di aspetto fisico (in altre parole, il contrario del razzismo). Questa ipotesi però viene sempre subito scartata: nessuno, che io sappia, è stato mai sufficientemente contorto da usarla con questo significato. Passo allora alla seconda ipotesi, che invece di solito è quella giusta: con “razzismo al contrario” si intende un atteggiamento di ostilità, insofferenza e intolleranza da parte di una o più persone dalla pelle scura nei confronti di una o più persone dalla pelle chiara.

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Il ruolo della comunità internazionale

   —Maestra! Maestra!—
   —Che cosa c’è, Yisrael?—
   —Maestra! Mohamed mi ha dato un calcio! Qui, mi fa male!—
   —Oh poverino, fa’ vedere…—
   —Ahia! E non è la prima volta! Tutti ce l’hanno con me perché sono ebreo.—
   —Ma come è successo?—
   —Io stavo giocando, facevo il salto alla corda, avevo bisogno di più spazio e lui non voleva spostarsi.—
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Il gatto di Shelomoh

Saggezza antica per problemi attuali. Shelomoh, figlio di Dawid, figlio di Yishay, conosciuto in occidente per lo più con nomi derivati dalla forma latina Salomon, è un re d’Israele ricordato soprattutto per aver in pochi anni edificato un grande tempio a Gerusalemme. In secondo luogo è noto per la sua sapienza e la sua saggezza, esemplificata da un celebre episodio biblico di cui riporto una variante adattata alla sensibilità moderna (se volete, ne trovate la versione canonica nel primo libro dei Re).

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Nakba — Catastrofe

Ghayz è un nome insolito per una bambina. Suo padre si chiama Shady ed è nato il 19 maggio 2004 a Rafah, vicino al confine con l’Egitto. Fin da quando era in fasce i suoi gli parlavano dell’operazione “Arcobaleno”, dei missili sparati dagli elicotteri sul corteo di manifestanti e di come, il giorno stesso della sua nascita, l’intero quartiere dove abitavano sia stato raso al suolo dalle ruspe.

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