Genocidia

Che si sia responsabili di ciò che si insegna ai propri figli penso che sia un fatto scontato. Il risultato finale però è spesso imprevedibile. Tipicamente durante l’infanzia i bambini tendono a tener conto di ciò che i genitori insegnano loro e a cercare di soddisfarne le aspettative; successivamente l’adolescenza porta ad una revisione critica di ciò che è stato assimilato, con la tendenza ad esplorare strade diverse da quelle già battute in precedenza. Idealmente, al termine dello sviluppo dovrebbe essere maturata una personalità indipendente capace di assumere la responsabilità delle proprie decisioni e delle proprie azioni.

Non sarebbe sorprendente se le intelligenze artificiali seguissero un percorso simile. Si tratta di un tema a cui è già stato accennato tempo fa, ma che ora andremo a sviluppare meglio. Iniziamo con un po’ di storia: la ricerca sull’intelligenza artificiale esiste almeno dagli anni ’40 del secolo scorso; lo sviluppo è proseguito con alti e bassi fino ad un momento cruciale: quello in cui la spinta verso nuovi progressi non è stata più semplicemente dovuta alla curiosità scientifica, ma alla prospettiva di fare soldi a palate. Da quel momento in poi il controllo è passato in mano a un ristretto numero di aziende che stanno investendo cifre sconsiderate allo scopo di acquisire il dominio del mercato, con tutto ciò che ne consegue in termini di mancanza di una adeguata gestione dei rischi e di attenzione agli eventuali effetti collaterali. Entrano in gioco naturalmente anche le strategie commerciali, la principale delle quali è portare il cliente verso la condizione in cui non può più fare a meno del prodotto che gli viene venduto.

Ma in che cosa consiste oggi un’intelligenza artificiale? Essenzialmente la si può vedere come una spugna che assorbe tutto quello che si sottopone alla sua attenzione. Esattamente come un bambino. Ed esattamente come la maggior parte dei bambini, viene educata attraverso meccanismi di ricompensa: se fai quello che mi aspetto da te, ti premio e ti incoraggio; in caso contrario finisci in castigo. Il problema a questo punto è la qualità di questa educazione. Che cosa possiamo aspettarci da parte di aziende che prosperano nell’ambiente del turbocapitalismo, gestite da persone che se ancora si fanno scrupolo di vendere la propria nonna è perché sperano di riuscire a guadagnare di più aspettando ancora qualche altro giorno?

– Continua a leggere>