L’ultimo grande successo del Governo Meloni…

… deve ancora arrivare!

In questi giorni alcuni detrattori si stanno prodigando ad elencarne i fallimenti, senza capire che in realtà questi quattro anni di governo sono stati il preludio ad uno dei risultati più attesi dalla gran parte del popolo italiano, e non solo da quella che lo ha votato.

Questo storico obiettivo è l’eliminazione radicale e completa del problema dell’immigrazione, tramite la rimozione dei suoi presupposti e delle sue cause. Tutto questo, tra l’altro, affermando un principio che mostra come la destra italiana abbia fatto dei passi da gigante dall’ormai lontanissimo ventennio fascista: il principio dell’uguaglianza tra i popoli e della pari dignità di tutti gli esseri umani.

– Continua a leggere>

Le zanzare di Gaza

Argomento estivo per eccellenza: la lotta alle zanzare.

Uno strumento ormai consolidato per limitare la diffusione di questi insetti è un contenitore dove la femmina può facilmente deporre le uova, costruito in modo da intrappolare la maggior parte delle larve che da queste nasceranno. L’insetto adulto si ritroverà confinato in un ambiente chiuso e privo di una quantità sufficiente di nutrimento, dal quale non potrà fuggire.

Non mancano ovviamente altre soluzioni da affiancare a questa. Ad esempio trappole che attirano gli adulti con stimoli visivi e olfattivi, e una volta avvicinati li catturano o li uccidono.

Gli ultimi sviluppi tecnologici stanno poi portando sul mercato novità sensazionali: è in arrivo un modello di mini-drone specializzato nella caccia alle zanzare, in grado di pattugliare ampie aree infestate ed eliminare sistematicamente ogni bersaglio individuato.

Queste e altre soluzioni analoghe richiedono evidentemente un notevole sforzo in termini di tempo e di risorse economiche, e hanno un solo, semplice obiettivo finale: eliminare dall’ambiente il maggior numero possibile di zanzare, in modo da evitare ogni eventuale contatto futuro. Ma avete mai provato a porvi dal punto di vista delle zanzare? Vi siete mai chiesti che cosa significhi essere soggetti ad una volontà di sterminio di questa intensità e portata?

– Continua a leggere>

La fine della rana

È ben noto l’aneddoto secondo cui, se butti una rana in una pentola d’acqua bollente, questa si salverà saltandone fuori immediatamente, mentre se la deponi nell’acqua fredda portandola poi gradualmente a bollore si lascerà cuocere senza reagire.

Ebbene, è a questa seconda ipotesi che penso ogni volta che sento parlare di “transizione climatica”, e soprattutto quando ne sento parlare come un traguardo da raggiungere o un obiettivo per cui impegnarsi. Il problema di questa locuzione è che la sua definizione è alquanto vaga e c’è dentro un po’ di tutto. Da una parte essa ricomprende ciò che più propriamente si può definire “transizione energetica”, ovvero l’insieme degli sforzi orientati a ridurre le emissioni di gas serra. E qui c’è già il primo problema: come sappiamo, una semplice riduzione di queste emissioni non farà altro che posticipare un po’, senza poterlo evitare, il collasso della civiltà umana (e, forse, dell’intera biosfera).

– Continua a leggere>

Allah vede e provvede

Si dice che le vie del Signore siano imperscrutabili. Probabilmente la maggior parte delle volte è vero, ma potrebbero esserci eccezioni.

Prendiamo ad esempio le teocrazie. Quando se ne parla sembra subito di sentire odore di stantìo, e non è infrequente il sospetto che le migliaia di divinità postulate nel corso dei secoli dai nostri antenati siano esistite principalmente per offrire un fondamento al potere costituito. Insomma, qualcosa di cui molti farebbero volentieri a meno.

Oggi non sopravvivono molte teocrazie, e quelle superstiti sono spesso scese a compromessi con l’ordinamento democratico, mantenendo comunque su di esso un controllo che prescinde dalla reale volontà popolare e risponde alle logiche dettate dai dogmi religiosi. Quasi sempre esse sono caratterizzate da forti discriminazioni, in particolare nei confronti delle donne, contro le quali si scatenano i pregiudizi più bigotti e che subiscono limitazioni della propria libertà dovute non certamente alla loro incapacità di badare a sé stesse, quanto piuttosto alla recidiva incontinenza degli uomini.

Come primo caso di studio, consideriamo l’Italia. Uno degli esempi più noti al mondo di teocrazia, che è più precisamente una monarchia assoluta teocratica, dove il sovrano può essere solo di sesso maschile ed è eletto da un’assemblea di soli uomini, si trova interamente dentro i suoi confini. Sebbene sulla carta l’Italia sia una repubblica democratica indipendente dal Vaticano, nei fatti sappiamo che l’ingerenza politica del suo inquilino non è mai mancata. Difficile immaginare un alto rappresentante delle istituzioni italiane a cui sia permesso di prendere una posizione netta contro il Papa; più facile immaginarlo mentre umile e contrito si genuflette e gli bacia l’anello.

– Continua a leggere>

Nemico comune dell’umanità

Da secoli ormai siamo abituati all’idea che il potere si regga sulle menzogne, tanto che spesso non ci facciamo neanche più caso. Ma, come dicevano gli antichi saggi, il viaggio più lungo è il ritorno, e in questi ultimi tempi abbiamo assistito ad una tale escalation di menzogne che i nostri governanti a forza di tirare la corda hanno fatto il giro dell’orologio e in più occasioni si sono ritrovati, presumo involontariamente, a dire la verità. Con un effetto quasi straniante, che resta sempre in precario equilibrio tra il tragico e il comico.

– Continua a leggere>

Fuoco di paglia

Il 16 gennaio 1969, dopo che le riforme portate avanti da Alexander Dubček a favore della libertà di stampa e di espressione erano state l’anno precedente vanificate dall’invasione militare sovietica, lo studente Jan Palach si diede fuoco nella piazza principale di Praga, capitale della Cecoslovacchia. Nonostante le autorità cercassero di contenere la diffusione della notizia e le manifestazioni che ne scaturirono, diversi altri studenti e operai seguirono il suo esempio, autoimmolandosi per protesta. Così Palach riuscì a travalicare la cortina di censura e disinformazione del regime, divenendo un eroe nazionale e, per tutto il mondo, un simbolo della resistenza antisovietica, protagonista di film, documentari, canzoni, poesie.

– Continua a leggere>

Giornata Nazionale del Sorteggio

In vista del Referendum Costituzionale sulla riforma della Magistratura fissato a marzo di quest’anno, il quale prevede che i membri dei CSM siano scelti a caso sull’intera popolazione dei magistrati, è istituita la Giornata Nazionale del Sorteggio. Nella data designata, ciascun lavoratore adotterà il criterio del sorteggio per ogni decisione che compete alla sua professione.

Ad esempio i pasticceri tireranno a sorte gli ingredienti e le dosi per preparare le loro torte. I programmatori sceglieranno a caso le istruzioni da inserire nel loro codice. I medici prescriveranno farmaci ed esami clinici estraendo bigliettini da un’urna.

– Continua a leggere>

Quelli che votaNO NOrdio

Ecco un retroscena inedito e dirompente sul referendum costituzionale: il ministro della Giustizia Carlo NOrdio è stato costretto da motivi di opportunità politica a sostenere la riforma che oggi porta il suo NOme, ma in realtà egli è visceralmente contrario ad essa, e sta cercando di avvisare la popolazione dei terribili rischi a cui stiamo andando incontro, lasciando quasi con NOncuranza cadere qua e là degli avvertimenti che i cittadini più attenti NOn possoNO certamente ignorare.

– Continua a leggere>

Pessimi propositi

Non è facile rendere l’idea del livello di follia a cui siamo arrivati, ma ci proverò.

Esiste un gravissimo problema globale, noto a tutti da molti anni, che potrebbe aver già superato la soglia dell’irreversibilità, trasformando nel volgere dei prossimi decenni il nostro pianeta in un luogo inabitabile. In un mondo sano ci si potrebbe aspettare che la maggior parte delle persone desse la massima priorità a questo problema; se i governi mostrassero di infischiarsene, ci si aspetterebbe che la gente si sollevasse in massa e — non per crudeltà, ma per istinto di sopravvivenza — facesse rotolare nell’apposito contenitore un po’ di teste.

– Continua a leggere>

Impresa di pulizia (terza parte)

In questo articolo:

  • Una pianificazione minuziosa
  • L’inizio della fine
  • Un approccio sistematico
  • Il Giorno del Destino

Leggi dall’inizio (prima parte)

Nella prima e nella seconda parte di questo articolo abbiamo introdotto le premesse necessarie per comprendere come siano maturati i presupposti storici dell’impresa di pulizia etnica della Palestina ad opera dei sionisti. In questa terza parte entriamo nel vivo dell’azione.

Una pianificazione minuziosa

I sionisti avevano già dagli anni ’30 iniziato a raccogliere informazioni dettagliate sui villaggi palestinesi, come parte di un piano volto a conquistare con la forza i territori ancora non acquisiti tramite i fondi del JNF, che non era andato oltre il 6% della superficie totale. Furono ingaggiati topografi, fotografi, esperti di lingua e cultura araba per passare al vaglio ogni singolo villaggio e catalogare vie d’accesso, coltivazioni, allevamenti, risorse naturali, orientamento politico della popolazione, abitanti potenzialmente ostili. Un piccolo esercito di spie fu addestrato in segreto e inviato nei vari villaggi per prendere contatti con i rispettivi capi e raccogliere tutte le informazioni richieste.

Furono poi stilati diversi piani via via più dettagliati, informalmente identificati con le lettere dell’alfabeto. Quello definitivo fu il piano “D” (“Dalet” in ebraico) che venne rifinito fino al marzo 1948. Esso dava indicazioni su come ottenere e mantenere il controllo del territorio, e in modo conciso e asettico anticipava il destino di centinaia di migliaia di palestinesi:

Operazioni contro centri abitati nemici situati all’interno o in prossimità del nostro sistema difensivo, al fine di impedire che vengano utilizzati come basi da una forza armata attiva. Queste operazioni possono essere suddivise nelle seguenti categorie:

Distruzione di villaggi (appiccando il fuoco, facendoli saltare in aria e posizionando mine tra le macerie), in particolare di quei centri abitati difficili da controllare in modo continuativo.

Operazioni di rastrellamento e controllo secondo le seguenti linee guida: accerchiamento del villaggio e perquisizione al suo interno. In caso di resistenza, la forza armata deve essere annientata e la popolazione deve essere espulsa fuori dai confini dello Stato.

I villaggi svuotati con le modalità sopra descritte devono essere inclusi nel sistema difensivo fisso e, se necessario, fortificati.

– Continua a leggere>